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Eleonora si è presentata con il suo staff, puntuale e ben organizzata con “valigie” di VR come da aspettativa. Ma le aspettative le ha superate nel momento che ha condiviso con tutto il nostro team i contenuti della bellissima esperienza immersiva che ha fatto vivere a tutti noi. Con discrezione ha fornito ad ogni singola persona coinvolta nel progetto, preziose info personali e a noi director indicazioni precise in modalità aggregata e anonima per valutare e condurre attività urgenti da implementare nella nostra strategia “people&culture”.
Ho avuto la fortuna di incontrare Eleonora ad un evento che organizzo (TedxLegnano) ed averla come speaker sul “mio” palco e vista la sua performance nello speech avevo la quasi certezza che sarebbe stato un utile contributo per la mia azienda, il suo intervento ha fugato qualsiasi dubbio, ora ci vediamo nel “metaverso” 😀
Il corso con la Realtà virtuale è stato particolarmente stimolante, in quanto grazie all’uso delle metafore si innescano dei meccanismi emotivi e cognitivi che aprono la mente ad un mondo di possibilità e riflessioni, a cui normalmente la sola parola non ha accesso. Sperimentare attraverso l’Oculus una serie di storie con degli script specifici, mi ha permesso di accedere a delle chiavi di lettura molto potenti sul mio funzionamento mentale ed emotivo. Eleonora è stata una guida VR eccellente, disponibile e preparatissima.
La prima volta che ho indossato un visore non sapevo cosa bene aspettarmi e mi sono affidata. Il supporto chiaro ed esaustivo di Eleonora nel fornire le istruzioni sui comandi e l’anticipazione di alcuni possibili scenari, a maggior tutela della sicurezza fisica di ciascuno, hanno dato equilibrio e serenità all’esperienza immersiva, seppur all’interno di un’aula con altre persone.
Durante l’esperienza del “Drago e dell’Eroe” ero rapita dalla cura dei dettagli della storia, attenta a ciò che provavo dentro me stessa durante l’attività e, allo stesso tempo, mi stupivo di reagire agli stimoli, facendomi sperimentare in maniera per me nuova uno stato di calma, fermezza e curiosità.
La mia prima esperienza con la realtà virtuale è stata con Eleonora. Attraverso un visore mi sono immersa in un mondo fantastico, da esplorare. È stato difficile ricordarsi che fosse ‘solo virtuale’ perché ne ero immersa con la testa e con il corpo. Il percorso scelto per quella simulazione nasceva per suscitare emozioni differenti, dalla sorpresa alla paura…e l’obiettivo è stato raggiunto con successo!
E’ un’esperienza che mi ha aperto a questo mondo, sia come terapeuta che come trainer. Penso alle molteplici possibilità per l’apprendimento di nuove competenze oppure al superamento di paure e fobie. L’integrazione fra tecnologia e psicologia permette l’esplorazione e il potenziamento delle competenze dell’essere umano in modo strabiliante!
Con il percorso di Coaching con la realtà virtuale ho ripreso modalità di pensiero libero, creativo, possibilista, fuori dagli schemi asfittici causati da standard calanti relativi agli ultimi anni. Maggiore ascolto nei confronti degli altri in ambito lavorativo e personale.
Maggiore disponibilità a sfumare comportamenti e sensazioni per tutte quelle situazioni che vanno vissute così come arrivano senza grandi pretese. In generale maggiore apertura e disponibilità.
Il percorso di Coaching per me è stato interessante su più livelli. Innanzitutto è stata un’occasione per riflettere in modo strutturato e fecondo su me stesso, sul mio potenziale e sui miei limiti, che spesso sono potenziali inespressi.
Il secondo livello è che ho acquisito alcuni strumenti operativi che mi hanno “sbloccato” sul tema (per me da sempre difficile) del feedback (sia positivo che negativo) ai collaboratori e ai famigliari.
La sfida che mi porto dentro ora è quella di iniziare un percorso ancora più impegnativo per lavorare sulle mie “soft skills” che credo mi aiuterà negli aspetti relazionali e comunicativi.
Pensando ai prossimi passi, credo che l’estensione del percorso ad altre persone del team sia fondamentale. Forse una riflessione va fatta su quale approccio utilizzare per le singole persone. Infatti, per la maggioranza si tratta di sbloccare un potenziale e il coaching è lo strumento ottimale.
Un sentito ringraziamento per il bel cammino che ci hai aiutato a costruire.
Il percorso di Coaching intrapreso nel corso di questi mesi è stato senz’altro utile per riflettere su approcci, pensieri, modalità comportamentali azioni e gestione delle relazioni, non solo in ambito lavorativo.
È stata l’occasione per riflettere e, soprattutto, per cercare di mettere in pratica le azioni condivise con il Coach secondo un approccio per piccoli passi successivi, molto efficace a mio avviso se l’obiettivo è quello di poter consolidare nel corso del tempo dei risultati conseguiti.
In particolare è stato utile perché ha rappresentato l’occasione per “alzare lo sguardo” e provare a riflettere sul mio modo di agire e di stabilire relazioni con gli altri, in qualsiasi ambito, cercando di trovare un filo conduttore fra situazioni, relazioni, pensieri, azioni, stati d’animo, per interpretare il reale effetto che tutti questi “stimoli” provocano nel profondo del proprio ego.
L’effetto che tutto questo ha avuto è la presa di coscienza del fatto che dare spazio e tempo a sé stessi non è un atto di egoismo ma una necessità “umana” che determina il benessere non solo dell’interessato ma, di riflesso, anche delle persone con le quali ci si relaziona.
L’esperienza del Coaching è stata molto interessante. L’affrontare un’attività totalmente nuova per me ha stimolato la mia curiosità. Le sessioni con il visore sono state le più interessanti perché essendo informatico, mi ha particolarmente coinvolto l’utilizzare uno strumento innovativo con lo scopo di cercare di tracciare emozioni, pensieri e sensazioni. In alcune di queste sessioni ero rilassato e la voce in sottofondo iniettava fiducia nel mio modo di comportarmi nella vita reale.
In ambito lavorativo, mi sforzo di non “sprecare” troppo tempo nel cercare di arrivare al 100% della precisione di ciò che faccio, soprattutto se ne basta meno per raggiungere ugualmente gli obiettivi che mi sono posto. Affronto meglio alcune situazioni grazie a ciò che ho appreso. Sono sicuramente più attento nel dosare le parole e nel cercare di ascoltare tutti cercando di “registrare” possibili indicazioni che percepisco, per meglio affrontare argomenti e attività in ambito lavorativo o no.
Con questa esperienza mi accorgo di aver cambiato lo sguardo verso me stessa e di avere una maggiore consapevolezza del valore del mio lavoro e di quello del mio team. Questo mi dà più sicurezza, e la sensazione di poter tornare a condividere obiettivi “in grande”, perché le potenzialità per raggiungerli ci sono!
L’ostacolo a volte è la quotidianità, il farsi assorbire completamente dall’elenco dei “TO DO”, da persone che chiedono continuamente aiuto e assistenza e ci impediscono di dare spazio a pensieri e progetti nuovi.
Ma appunto, la consapevolezza del valore del lavoro che stiamo svolgendo ci dà la capacità di poter guardare anche oltre e prendere in mano i nostri progetti; e insieme ci dà la consapevolezza di avere tutte le risorse che servono e la fiducia nella possibilità di cambiare anche aspetti che sembrano immutabili.
Non so dire se questo percorso mi abbia cambiata anche dal punto di vista delle relazioni personali, ma certamente la maggiore fiducia in me stessa e negli obiettivi che vorrei raggiungere, migliora anche la quotidianità e il day by day con la mia famiglia, e più in generale con i miei amici e con tutti coloro con cui ho occasione di condividere un tratto di strada.
Grazie!
Grazie al percorso di Coaching oggi, di fronte a situazioni sfidanti, rifletto un pochino di più e verifico se veramente devo farmene carico. Poi magari non sono così avanti nel tralasciare le cose per cui non sono direttamente responsabile… ma già riconoscere che qualcosa non è veramente un mio compito è un grande passo avanti.
Personalmente cerco di dedicare un po’ più di tempo (minuti ☺) a me e prendo la vita lavorativa con più serenità valutando chi ho davanti e cercando di dare il giusto peso ad ogni situazione. Ovviamente non sempre ho successo in entrambi gli ambiti, ma è comunque un inizio.
Il percorso mi ha fatto prendere più coscienza, mi ha rafforzato e confermato una intuizione: dentro ogni situazione lavorativa (e personale) in fondo vi è un bene da perseguire e raggiungere. Al di là delle situazioni più o meno faticose e critiche da affrontare. Perciò ultimamente sia nella vita lavorativa sia nella vita privata vince il positivo.
Mi ha molto colpito in questo senso la realtà virtuale con a tema la barca. Prendendo più coscienza del pensiero, inevitabilmente i comportamenti sono maturati: più ascolto dell’altro, più prudenza nell’arrivare a delle conclusioni affrettate, più capacità di dialogo e valorizzazione delle virtù di ciascuno, più pazienza nell’aspettare l’altro che mai ha i tuoi tempi per arrivare (magari poi) alle tue conclusioni, più disponibilità a fare un passo indietro ed accogliere le idee e le motivazioni dell’altro.
Negli ultimi mesi molto è cambiato nel mio “modo” di pensare. A parte i grandi eventi globali credo che tra i più significativi per la mia esperienza di vita professionale siano stati il cambio del direttore referente e l’avvio del percorso di coaching. Ho accolto e vissuto il percorso di Coaching come un’occasione di rivalutazione personale, un modo per distaccarsi dalla routine e dalla pressione lavorativa (e non solo) e dedicare tempo alla propria crescita. Credo che uno degli aspetti di maggiore aiuto sia proprio stato l’aver capito che c’è tanto potenziale dentro di noi e che spesso lo trascuriamo per rincorrere scadenze e pressioni. Ancora più difficile da capire ma di enorme valore personale è stata la consapevolezza di poter puntare in alto, alzando l’asticella degli obiettivi individuali. Custodisco questa fiammella come un bene prezioso e voglio alimentarla per farla crescere nel tempo.
Penso infatti che scoprirò di volta in volta dove posso arrivare solo se deciderò di mettermi alla prova concretamente e con obiettivi all’altezza (mi ricordo ancora la frase della realtà virtuale “sei molto di più di quello che pensi di essere”).


